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Progetto

Il presente progetto si pone la finalità di sviluppare attività utili alla conservazione, allo studio ed alla divulgazione di una parte importante del patrimonio genetico agricolo di interesse lombardo con specifico riferimento alla viticoltura ed alla maiscoltura (per farine per nutrizione umana) dell’Oltrepò Pavese. Più in particolare si fa riferimento a vitigni locali minori cosiddetti “autoctoni” ed a locali varietà minori di mais, in entrambi i casi, di fatto a rischio di estinzione e che rappresentano significative variazioni sul tema delle attuali entità genetiche normalmente coltivate in zona. Questi genotipi potrebbero risultare interessanti nel prossimo futuro allorquando i cambiamenti climatici in corso dovessero determinare la necessità di disporre di un più ampio ventaglio di genotipi per meglio adattare le colture al clima cambiato nelle diverse zone, ivi comprese quelle dell’alta collina e della montana, oggi di minor rilievo economico, ma che nei prossimi decenni potrebbero diventare strategiche in uno scenario climatico troppo caldo nelle zone più prossime alla pianura. Più nello specifico, finalizzare le azioni all’individuazione ed alla conoscenza di vitigni in grado di mantenere adeguati aromi ed acidità nei mosti e nei vini nonostante il riscaldamento globale, come pure di varietà di mais interessanti sotto il profilo qualitativo per l’alimentazione umana e parsimoniose nei consumi idrici.

Gli obiettivi del presente progetto verrebbero perseguiti attraverso le seguenti due azioni: a) principale e b) di accompagnamento.

1) sviluppare una caratterizzazione morfologica e genetica e produttiva delle risorse studiate, in collaborazione con Istituzioni scientifiche di comprovata capacità nel settore, mettendo a punto conoscenze ma anche materiali riproduttivi sani, al momento da conservare ex situ, ma poi da mettere in futuro, dopo questo progetto, a disposizione per nuove produzioni e attività on farm (di produzione e conseguentemente anche di conservazione);

2)favorire al diffusione della conoscenza dei genotipi esistenti più resilienti anche in funzione dei mutamenti climatici in corso e comporre una rete di aziende agricole pilota di mutua esperienza per sostenere da un lato il legame territoriale e, dall’altro, avere, dopo il progetto, nel caso aziende agricole continuino queste attività qui avviate (es disponibilità di materiale riproduttivo) un riscontro sulla possibile redditività dei genotipi individuati e saggiati.

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